L’importanza dei vaccini Stampa
Medicina - Medicina
Scritto da Sara Atzori   
Lunedì 23 Giugno 2014 11:28

Man mano che i figli crescono, il dilemma è sempre il medesimo: «È meglio ricorrere ai vaccini oppure no?». La preoccupazione che affligge un genitore riguarda gli effetti che possono essere generati dalla somministrazione dei vaccini obbligatori.


I vaccini rappresentano una forma di difesa dai batteri presenti nell’ambiente circostante. Formano una barriera in caso di epidemia, garantendo una forte resistenza contro il contagio della malattia. Una volta somministrati i vaccini, si possono verificare degli effetti indesiderati, quali febbre e arrossamento della pelle. Ma questa è la prassi; non è necessario terrorizzarsi. Al contrario, ci si dovrebbe spaventare se si dovesse presentare la malattia, in caso di epidemia. Ma il vaccino è un’efficace forma preventiva che impedisce l’insorgere del virus sul paziente che è stato immunizzato.

Le probabilità che un individuo sia soggetto al contagio, nel caso in cui si trovi a contatto con una persona affetta da virus e nel caso in cui non sia stato sottoposto alla somministrazione del vaccino, sono molto alte. Se si ha avuto la "fortuna-sfortuna" di essere stati colpiti dall’esantema in età infantile, non c’è il rischio di essere nuovamente delle vittime. Esistono, però, casi di ragazze di 30 anni che non hanno mai avuto la Rosolia e quindi decidono di sottoporsi alla vaccinazione, poiché, in caso di gravidanza, se si dovesse contrarre la malattia, le conseguenze per il feto sarebbero molto gravi: malformazioni congenite del cuore, sordità, cecità. Un'altra malattia esantematica molto pericolosa è la Parotite, perché provoca sterilità agli individui di sesso maschile.

L’importanza di sottoporsi alla vaccinazione è vitale. Non ci si deve far prendere dal panico, perché se si decide di non farsi vaccinare, i rischi sono numerosi.

Sara Atzori

Ultimo aggiornamento Mercoledì 09 Luglio 2014 13:34