Elisabetta II con Roberto Herlitzka Stampa
Teatro - Teatro
Scritto da Margherita Sanna   
Sabato 29 Gennaio 2011 00:00

Roberto Herlitzka è grandissimo attore. Certo, lo sapevamo anche quando gli hanno consegnato il Nastro d'Argento e il David di Donatello per la sua interpretazione di Aldo Moro nel film Buongiorno, notte di Marco Bellocchio. Ma in Elisabetta II la maestria di quest'attore torinese di 73 anni è abbacinante, sovrasta la stessa scena in cui si muove.

Nell'opera teatrale messa in scena dalla regista Teresa Pedroni Herlitzka, per la stagione di prosa del Cedac Teatro, sarà Herrenstein, un ricco industriale costretto in una sedia a rotelle da un'incidente, che terrà il pubblico per quasi un'ora e quarantacinque minuti con i suoi giudizi cinici e cattivi contro tutto e tutti. Spalla sottomessa, ma in grado di evidenziare tutto il suo talento, il cameriere Richard (Gianluigi Pizzetti), l'unica persona con la quale il vecchio riesca a convivere, e che, con i movimenti della sedia a rotelle dell'industriale, segnerà il ritmo di questo monologante tributo al teatro di qualità. Il potere, la salute perduta, la giovinezza stolida del nipote ed amici, la musica, la sua cameriera (Marisol Gabrielli), saranno questi i temi al centro dell'invettiva trasgressiva di Herrenstein. Non ci sarà scampo per nessuno. Con raffinatezza di eloquio questo vecchio che odia la vita ma non vuole morire, terrà desta l'attenzione per tutto lo spettacolo, riuscendo anche a strappare qualche risata amara.

Elisabetta II è una delle ultime opere di Thomas Bernard, scritta nel 1987, ma non è la prima che l'attore torinese ha interpretato, infatti, nel 2001, anche la riduzione teatrale del primo romanzo dell'autore austriaco, “Gelo”, sempre con la stessa regia.

Qui, l'obiettivo era più difficile: interpretare un misantropo ebreo, avido e cinico, sprezzante e incattivito verso tutto e tutti. Cornice dell'ossessivo monologare del protagonista è: l'attesa dell'arrivo della regina Elisabetta che passerà proprio sotto il balcone del vecchio, a cui presenzieranno, proprio da lì, suo nipote e una quarantina di ospiti, che il suo consanguineo ha invitato senza il suo permesso.

Finale perfetto per un'opera di humor noir come questa: gli invitati e il nipote periranno tutti con il crollo del suo balcone proprio al passaggio della regina.

 

Margherita Sanna