Fini: contrastare la propaganda della Lega Stampa
Italia - Italia
Scritto da Marco Mura   
Martedì 22 Giugno 2010 00:57

A meno di ventiquattro ore dall’ormai tradizionale raduno della Lega a Pontida, Gianfranco Fini rompe gli indugi. Partecipando al dibattito organizzato dalle fondazioni Farefuturo e Spadolini Nuova Antologia su “Patriottismo repubblicano e unità nazionale” che si è tenuto a Palazzo Marino, il Presidente della Camera ha dichiarato: “ La Padania non esiste. È soltanto una invenzione lessicale a fini propagandistici della Lega che pone a rischio la coesione nazionale: occorre contrastarla”. Una risposta a Roberto Castelli che per infiammare la folla durante il suo intervento a Pontida aveva minacciato “federalismo o secessione”.

Secondo Fini "la Padania è semplicemente una felice invenzione propagandistico-lessicale, un neologismo, perché fra Cadore e Tigullio non c'è assolutamente nulla in comune. O si è italiani o non si ha altra identità che non sia assolutamente localizzata. Del resto anche fra il Cadore e la provincia di Rovigo le differenze sono enormi, anche in termini di dialetto.  La Padania non esiste. La politica deve contrastare – aggiunge – in maniera netta le invenzioni e le mire separatiste della Lega perché la coesione nazionale rischia di affievolirsi. È necessaria una azione pedagogica e culturale che riaffermi il senso di cosa si intenda per nazione”.

“Il rischio per il senso di italianità è forse quando non si contrastano le goliardate, ma è anche più forte se si finisce con il derubricare l'italianità in una sorta di operazione museale volta a relegarla ad una specie di storia del passato. Non basta contrastare la sortita propagandistica, ma occorre anche essere capaci oggi di far capire che essere italiani significa riconoscersi in alcuni valori non trattabili che sono alla base di un'identità di un popolo. Bisogna stare attenti a non derubricare le affermazioni della lega come sortite goliardiche fini a sé stesse”.

“Il punto debole della società di oggi è il venir meno del senso civico, del rispetto dell'altro. Precise responsabilità politiche di tale situazione sono da attribuire a chi ha innalzato la bandiera dei diritti senza attivare i doveri. O la politica è pedagogica, soprattutto per i giovani, ed è forte per il suo esempio oppure finiamo con il predicare bene e razzolare male. Basta al 'vizio italico' del 'tengo famiglia' e del 'perenne compromesso'. Cerchiamo di ridare un po' di dirittura alle istituzioni, alla politica, facendo prevalere il merito e la non raccomandazione. Perché angoscia vedere prevalere la rassegnazione tra i più giovani per un sentimento di sfiducia. È allora che viene meno il sentimento di coesione sociale. L'esempio – prosegue il Presidente della Camera - deve partire dal vertice: la politica deve essere ancora più forte del passato, e le grande agenzie educative hanno un compito fondamentale, a cominciare dalla scuola su cui si misurerà la tenuta della società. Una scuola che sia nazionale, perché l'idea di programmi regionali finisce con l'affievolire ancora di più i vincoli di coesione”.

“Come emerso dai mondiali di calcio che si stanno svolgendo in Sudafrica, anche in Germania è in corso un dibattito perché nella Nazionale giocano molti di nazionalità tedesca ma di genitori nati altrove. È la riprova – ha ribadito - del fatto che una società che deve affrontare il futuro ha l'obbligo di porsi il problema dell'integrazione dello straniero soprattutto se questi riconosce pienamente alcuni valori, giurando fedeltà a quella Costituzione e, divenendo figlio di quella comunità, arriva magari perfino alla maglia della Nazionale”.

Immediate le repliche.

Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha sostenuto: “Se la Padania è un'invenzione allora lo sono anche il Sud e la questione meridionale. La Padania intesa come area socio-culturale, economica e politica è una realtà censita a livello nazionale e internazionale dai più autorevoli osservatori. Dire che non esiste una macro-area come la Padania significa non conoscere lo stato dell'arte della situazione. Significa negare l'evidenza, ovvero l'Italia a due velocità ormai riconosciuta in tutto il mondo”.

Riferendosi alla portata delle dichiarazioni di Fini ha poi precisato: “Sono convinto che non metta a rischio il governo perché la Lega c'era anche prima delle elezioni, è servita a vincerle e per mandare al governo questa coalizione e serve per continuare a governare e fare le riforme. La Lega si conferma un alleato fedele nel rispetto degli impegni presi con il popolo”.

Intervento anche da parte di Roberto Calderoli: “La Lega Nord ha preso la strada del federalismo. Tutto il resto è privo di fondamento. È proprio per questo che tre ministri, Bossi, Tremonti e Calderoli, stanno lavorando a mille per poter portare entro giugno la relazione tecnica sul federalismo e quattro decreti legislativi, relativi all'autonomia impositiva di Comuni e Province e ai costi e ai fabbisogni standard. C'è chi lavora per realizzare il federalismo, e conseguentemente la coesione, e chi, invece, si dedica alla filosofia...”.

Marco Mura

Ultimo aggiornamento Martedì 22 Giugno 2010 11:19