I diciannove giornali del Gruppo E Polis rischiano lo stato di crisi Stampa
Italia - Italia
Scritto da Andrea Concas   
Giovedì 08 Luglio 2010 21:10

Questa mattina il giudice del Tribunale civile di Cagliari ha respinto, probabilmente per questioni procedurali,  la richiesta di omologazione del Piano di decurtazione dei debiti di E Polis nei confronti dei creditori. A rischio chiusura sono i 19 quotidiani free-press dove lavorano in 150 tra giornalisti e poligrafici. Dal Gruppo è giunto un comunicato che pubblichiamo integralmente: "Il  Gruppo E Polis, a seguito della decisione del Tribunale di Cagliari di non omologare l’accordo di ristrutturazione del debito ex art. 182 bis L.F. proposto da EPolis sul rilievo formale dell’assenza dell’avvenuta pubblicazione dell’accordo ricomprendente le modifiche della transazione fiscale con l’Agenzia delle Entrate del 14 maggio 2010, precisa quanto segue:
1) EPolis ha deciso di prendere atto fattivamente delle valutazioni e raccomandazioni del Tribunale e di dare incarico di effettuare tutto quanto necessario secondo le indicazioni del Tribunale ai propri consulenti, i quali hanno assicurato di poter predisporre e presentare la documentazione richiesta in tempi strettissimi e comunque entro il 31 luglio 2010 senza necessità di adempimenti a carico dei creditori aderenti, le cui adesioni all’accordo conservano validità ed efficacia;
2) confidando che il nuovo termine di trenta giorni per le opposizioni dei creditori e degli altri soggetti interessati decorra, come il precedente, senza opposizione alcuna di creditori o di terzi, EPolis auspica che, una volta superato il rilievo formale sottolineato dal Tribunale di Cagliari, il decreto di omologa dell’accordo di ristrutturazione del debito di EPolis possa essere emesso in tempi rapidi, essendo stata la situazione di EPolis già esaminata dal Tribunale medesimo;
3) le pubblicazioni di EPolis riprenderanno secondo i piani già concordati con la Direzione ed il CdR con i quali, nei prossimi giorni, verranno studiate le iniziative da assumere di conseguenza relativamente alla ristrutturazione del Gruppo così come deciso nell’ambito del piano editoriale disposto dalla Direzione e di quello industriale approntato dall’Azienda.
Pur non nascondendo le difficoltà che il mercato attraversa in questo momento, il Gruppo insisterà nel perseguimento degli obiettivi che fino ad ora hanno consentito ad EPolis di difendere spazi importanti che ne hanno fatto uno dei quotidiani più letti e diffusi d’Italia e continuerà nel dialogo tra Direzione, Azienda e rappresentanze sindacali al riguardo".

Anche il sindacato dei giornalisti, la FNSI, segue con apprensione la situazione del Gruppo E Polis: "La notizia che il Tribunale di Cagliari non ha omologato il piano di ristrutturazione dei debiti di E-Polis disegna un inquietante punto interrogativo sul futuro del gruppo editoriale, qualunque siano le motivazioni che hanno indotto i giudici a prendere la loro decisione. I 19 giornali del Gruppo non sono usciti oggi perché il direttore ha comunicato di aver negato la firma in quanto l’Azienda non sarebbe stata in grado di garantire l’uscita di tutte le testate. E’ stata l’ennesima “fermata” che dimostra, ancora una volta, le carenze di una proprietà che non sembra più in grado di assicurare una gestione stabile e corretta della società editrice. La FNSI e le associazioni di stampa delle regioni dove escono i giornali E-Polis, preoccupate per la sorte dell’iniziativa editoriale, nel manifestare la più totale solidarietà ai colleghi costretti a lavorare in un clima di totale incertezza e instabilità, ritengono che la situazione sia arrivata al livello di guardia. Il sindacato dei giornalisti ritiene pertanto indispensabile che l’editore di E Polis esponga con chiarezza i suoi progetti per garantire un futuro all’azienda, con i 130 giornalisti e i 20 poligrafici. La FNSI e le Associazioni di stampa regionali, intenzionate a richiedere alle autorità competenti l’accertamento di eventuali responsabilità nella gestione della società, vigileranno affinché non si prospettino soluzioni avventuristiche ad una crisi che richiede un serio impegno economico e manageriale, a tutela degli interessi dei dipendenti e degli enti di categoria".

Andrea Concas

Ultimo aggiornamento Giovedì 08 Luglio 2010 21:14