Guerra ai "pirati" dell'on-line Stampa
Italia - Italia
Scritto da francesca columbu   
Sabato 27 Aprile 2013 00:00

La Polizia Postale di Roma, in collaborazione con l’Ufficio multimedialità della Siae, ha oscurato 27 siti di download gratuiti. Musica, film, giochi e software sono l’oggetto del contendere e in particolar modo, i diritti d’autore ad essi legati. Il tutto è nato a novembre scorso quando la Sunshine Pictures, casa cinematografica italiana, ha denunciato la diffusione illegale del suo film “Un mostro a Parigi”, che nello stesso mese veniva proiettato, in prima visione, nelle sale italiane. Le indagini giudiziarie hanno portato alla luce una vera e propria piattaforma alternativa ai servizi offerti dai canali TV a pagamento e dall’industria cinematografica. La stessa Siae parla di un danno complessivo che ammonta a circa 1,5 miliardi di euro, di cui 800 milioni nel settore dei film, 700 milioni in quello della musica e circa 1,4 miliardi di euro per quanto riguarda i software.

Cifre importanti che fanno emergere quanto, il fenomeno della pirateria on line, incida negativamente sui fatturati delle aziende produttrici e conseguentemente sul mondo dell’occupazione. Il dirigente del Servizio antipirateria della Siae, Vito Alfano, ha precisato che “per colpa della pirateria entro il 2015 si perderanno 22mila posti di lavoro”. La Polizia Postale, a conclusione dell’operazione contro i download illegali, ha provveduto all’oscuramento dei principali siti di file sharing/streaming, come NowVideo, Nowdownload, Videopremium, Rapidgator, Uploaded, Bitshare, Cyberlocker, Clips House, Cineblog01, Flashdrive, Freakshare, Megaload. Nella maggior parte dei casi si tratta di siti internet che utilizzano server dislocati in diversi paesi dei quattro continenti (Australia, Stati Uniti, Cina, Russia, Moldavia, Romania, Olanda, Svizzera e Francia) e spesso i domini, degli stessi siti, si trovano in Stati differenti dal luogo di ubicazione dei server. Questa ramificazione e dislocazione mutevole dei file, sono gli elementi che permettono ai pirati informatici di far circolare in rete una quantità di dati quasi illimitata oscurandone la sorgente primaria. Nonostante le molteplici difficoltà, il compartimento della Polizia Postale è riuscito a raggirare il problema realizzando un “blocco virtuale” lungo i confini italiani, in modo da impedire il raggiungimento di questi siti dal territorio nazionale. L’obiettivo è stato raggiunto, ma come spesso accade “fatta la legge, trovato l’inganno”. “Probabilmente già in queste ore stanno lavorando per trovare un metodo per raggirare l’oscuramento”, tiene a precisare Andrea Rossi della Polizia Postale e delle comunicazioni del Lazio. Infatti, il blocco è solo a livello di server DNS (sistema dei nomi a dominio, in inglese Domain Name System) quindi, il tutto è potenzialmente aggirabile usando diversi DNS internazionali, non oscurati, che permettono di accedere ai contenuti pirata attraverso un accesso alternativo. Il fenomeno pirateria, diventato finalmente bersaglio delle nostre istituzioni giudiziarie, resta comunque un elemento legato al malcostume delle nostre società: moderne e globalizzate che spesso stentano a ricordare quanto il senso civico sia il cardine sul quale fondare la nostra intera esistenza. È importante quindi ricordare che ognuno di noi, nel suo piccolo vivere sociale, può fare molto di più che sconfiggere la pirateria on line, può migliorare la sua società e il suo stesso futuro.

Ultimo aggiornamento Giovedì 16 Maggio 2013 16:06