San Valentino Stampa
Speciali - Speciali
Scritto da Luisa Cocco   
Martedì 14 Febbraio 2012 13:43

Ci siamo: anche per quest’anno il conto alla rovescia è terminato e la festa degli innamorati è arrivata. E così tra mazzi di rose e costosissime cene in ristorante, anche questo San Valentino, i fidanzatini di tutto il mondo avranno la loro giornata speciale. Peccato però che questa festa dalle origini così lontane abbia  col tempo perso gran parte del suo significato storico, trasformandosi soltanto in una ghiotta occasione commerciale per le industrie di cioccolatini. A metà tra mito e leggenda, infatti, la figura di San Valentino si perde nella notte dei tempi: vescovo di Terni e vittima delle persecuzioni dei pagani, al suo nome fu associata la festa degli innamorati per motivi prettamente religiosi, circa duecento anni dopo il suo martirio. Fu Papa Gelasio, nel 496 d.C., a farne il protettore degli innamorati pur di sostituire con una ricorrenza religiosa gli antichi riti pagani, in favore della fertilità, che in epoca romana -per tutto il mese di febbraio- salutavano così l’arrivo della primavera. In particolare la festività dei Lupercalia, quando -in onore del dio Pan- i sacerdoti luperci, compresi i nuovi iniziati, dovevano correre seminudi su per il colle Palatino e prendere a scudisciate sia il suolo che le donne per favorirne la fertilità. Accanto a questa singolare pratica, poi uno dei momenti più attesi della festa era costituito da una sorta di lotteria dell’amore: i nomi di alcuni uomini e donne venivano messi all’interno di un’urna e poi sorteggiati da un bambino. Le coppie che venivano fuori dall’estrazione di questa lotteria, dovevano in seguito vivere un lungo periodo di intimità per fecondare.

Non è difficile immaginare, pertanto, come con l’avvento del cristianesimo simili pratiche fossero invise a tutti i Padri della Chiesa: di qui la necessità di soppiantare un rito pagano con una ricorrenza religiosa. In realtà la vita di San Valentino non sembra avere molto a che fare con la creazione di questa festa, così come oggi la conosciamo, eppure non sono poche le leggende che lo dipingono vero e proprio protettore degli innamorati. In particolare una, la più toccante, racconta di come il vescovo di Terni si adoperò con tutte le sue forze per favorire l’unione di due giovani amanti, Sabino e Serapia, ostacolati dai rispettivi genitori perché di religioni diverse (pagana e cristiana). Ai due amanti, infatti, le leggi di quei tempi vietavano assolutamente di unirsi in matrimonio ma la forza dei loro sentimenti convinse il santo ad aiutarli a coronare il loro sogno d’amore. Un’altra storia ancora, invece, lo vorrebbe innamorato della figlia cieca del suo carceriere, alla quale, sempre secondo la leggenda, fece la grazia di riavere la vista. Ma radici cristiane a parte, la festa degli innamorati è e rimane soprattutto la festa di una natura che si risveglia dopo un lungo inverno e grazie all’amore si prepara a rinascere.

Luisa Cocco

Ultimo aggiornamento Martedì 14 Febbraio 2012 13:56