Gli Stati Uniti chiedono aiuto contro la marea nera Stampa
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Scritto da Daniela Vargiu   
Sabato 03 Luglio 2010 11:01

Il 22 aprile scorso si è verificata un’esplosione a bordo di una piattaforma petrolifera nel Golfo del Messico, al largo delle coste della Louisiana. Al momento dello scoppio, a bordo della piattaforma stavano 126 persone: undici operai sono stati dati per dispersi e sette lavoratori erano feriti, alcuni in modo grave. La  Deepwater Horizon è alta 122 metri, ed a lungo si sono levati fumo e fuliggine, così come a lungo sono  circolati elicotteri e navi alla ricerca dei dispersi. Il New York Times ha riportato le dichiarazioni rese da un funzionario della British Petroleum (BP), la compagnia che gestisce la piattaforma, in un' audizione a porte chiuse al Congresso, e secondo queste rivelazioni la perdita di petrolio giornaliera raggiunge i 60mila barili. Si tratta del peggior disastro ambientale della storia americana.

Il Pentagono ha approvato subito l’ordine esecutivo per la mobilitazione di 17.500 uomini della Guardia Costiera federale nelle zone del Golfo del Messico interessate dalla marea nera, mentre il  ministro della Difesa, Robert Gates, ha firmato il dispiegamento nei diversi Stati interessati dall’emergenza ecologica di 6 mila uomini in Louisiana, 6 mila  in Mississippi, 3 mila uomini in Alabama e 2.500 uomini in Florida. Agli  Stati spettano le decisioni sull’utilizzo dei fondi vari, e non al ministero della Difesa.

 

Di recente gli Stati Uniti hanno annunciato, tramite un comunicato stampa del Dipartimento di Stato, che accetteranno aiuti da 12 paesi per la lotta contro il petrolio: 22 offerte di assistenza da 12 paesi e da alcune organizzazioni internazionali. Anche l’Italia è schierata tra i 27 paesi che avevano offerto assistenza figura anche l'Italia. Precisamente l'Italia aveva offerto alcune navi appartenenti a compagnie private e del personale tecnico. Le decisione è stata presa  perché peggiorano le condizioni meteorologiche nel Golfo del Messico , e si avvicina la tempesta tropicale Alex, che rischia di aggravare le operazioni di recupero del petrolio. A causa delle cattive condizioni del tempo inoltre,  i tecnici che nel Golfo del Messico che lavorano nella zona dell'incidente alla piattaforma Deepwater Horizon sono stati costretti a sospendere alcune delle attività di contenimento del petrolio. Continuano invece le operazioni in profondità, che cercano di assorbire il petrolio tramite un 'coperchio' posto dalla British Petroleum. 

Daniela Vargiu

Ultimo aggiornamento Mercoledì 07 Luglio 2010 20:43