Turismo, la potenza dell’icona Egitto Stampa
Esteri - Esteri
Scritto da Flavia Attardi   
Giovedì 20 Gennaio 2011 00:00

E’ il più popoloso stato del mondo arabo, piagato dalla corruzione quanto dalla povertà, più del 90% del suo territorio è occupato dal deserto. La capitale poltica e amministrativa, Il Cairo, ha circa 22 milioni di abitanti che come priorità la conservazione dell’ambiente e vivono perennemente immersi in una cappa di smog. Quanto alla capitale del turismo balneare, Sharm el-Sheikh, la presenza sempre più costante e ingombrante degli squali ha comportato il divieto assoluto di bagni e nuotate sulla costa che la circonda. Nonostante tutto, l’Egitto continua ad attrarre decine di milioni di visitatori tutto l’anno e il turismo è da tempo la principale voce d’entrata del terziario. Se per noi mediterranei del Sud, che abbiamo mare e sole in quantità senza muoverci da casa, il Mar Rosso può risultare interessante principalmente fuori stagione, il resto dell’Europa e dell’Asia occidentale (si pensi, oltre che alla Russia ai Paesi del Baltico) è ben lieto di poter riparare al caldo sempre e comunque. In questi giorni sulla punta estrema della penisola del Sinai gli egiziani girano ancora in maglione e giubbotto mentre i numerosi turisti inglesi passeggiano sul lungomare tipicamente scalzi e a torso nudo (gli uomini) o in bikini (le donne). Ma non è solo la barriera corallina ad attirare in quest’angolo dell’Africa nordorientale orde di turisti.

Come sanno bene gli egiziani di oggi, sono il Nilo e i faraoni a dare da mangiare a molti di loro ancora ora. Il Nilo è simbolo di vita perché porta acqua e terreni fertili ma anche dollari, euro e valute pregiate con tutti quelli – e sono tantissimi ogni anno - che vengono a provare l’ebbrezza di una settimana di crociera fluviale. Gli orari di sveglia imposti dalla necessità di giungere sui siti archeologici prima che il sole diventi insopportabilmente caldo, non risultano un deterrente troppo forte, visto che i battelli viaggiano quasi sempre a pieno carico. E neppure ci si fa impressionare dal fatto che sul Nilo galleggia letteralmente di tutto (chi scrive ha appena visto un cavallo morto in un canale laterale), tra impressionanti quantità di bottiglie di plastica e copertoni: un giro in feluca al tramonto può comunque essere affascinante.

Oltre al corso d’acqua più famoso al mondo, è la civiltà che si sviluppò sulle sue sponde per circa tremila anni il vero magnete che attrae in Egitto il maggior numero di visitatori. A dispetto di come vengono tenuti e gestiti i siti, affollati da torme di questuanti e quadrupedi di varia grandezza e colore (cani, cavalli, asini, dromedari) e ricettacolo di ulteriori sporcizie e inquinamento, il vero motivo per andare in Egitto continua a essere quello di compiere un pellegrinaggio fra i suoi luoghi più mitici. Le piramidi e la sfinge di Giza, la Valle dei Re e quella delle Regine con le tombe scavate sotto le colline di sabbia e roccia, il Tempio di Karnak… La lista si allunga all’infinito riempiendosi di siti e monumenti dal valore fortemente iconico. Anche il Museo Egizio del Cairo, a dispetto del suo stato di apparente abbandono, viene preso d’assalto dai turisti. Si spostano letteralmente di corsa fra un manufatto, una reliquia, una stele, attenti a non perdere una parola di quello che dice la guida collegata via radio in una fastidiosa e rumorosa bolgia. Cultura? Sì, certo, anche quella, ma davanti alla maschera di Tutankhamon, alle mummie, alla piramide di Chefren, alla Sfinge di Giza è l’imprinting lasciatoci ai tempi del sussidiario prima, dei libri di storia poi a guidarci. Capita anche a noi italiani, nati e cresciuti nel cuore di quello che fu l’Impero Romano, di scorgiamo ovunque le vestigia: prima entriamo in trance, poi sorridiamo soddisfatti: siamo al cospetto della STORIA e l’emozione è quasi incontenibile. Peccato dover correre subito da un’altra parte, a fare tana su un’altra icona e poi ancora finché le vacanze non sono finite: siamo tutti giapponesi!

Flavia Attardi

Ultimo aggiornamento Venerdì 28 Gennaio 2011 12:38