La causa di quattro soldatesse americane: "vogliamo batterci in prima linea" Stampa
Esteri - Esteri
Scritto da Erika Carta   
Domenica 02 Dicembre 2012 16:29

La rivincita delle donne. Quattro soldatesse americane fanno causa al Dipartimento della Difesa americano afinchè venga riconosciuto alle donne il diritto di combattere in prima linea, diritto negato dal regolamento delle Forze Armate, così come viene riconosciuto ai loro colleghi maschi. A parlare è il tenente Colleen Farrell, la quale spiega che con questa causa viola, insieme alle sue colleghe, la regola numero uno dei Marine che riassumendo recita così: "non contestare l'autorità, non lavare i panni sporchi in pubblico, seguire sempre le regole" e aggiunge ancora il tenente: "è una regola assurda, sia in Iraq che in Afghanistan noi donne abbiamo combattuto ma, questo non si deve dire perché formalmente gli Stati Uniti vientano alle donne di battersi in prima linea". Le quattro soldatesse sono state in guerra e si sono esposte al pericolo molte volte, hanno vissuto negli accampamenti insieme ai colleghi maschi, si sono esercitate insieme a loro, hanno risposto al fuoco col fuoco e hanno guidato truppe femminili in missione.

Queste "eroine" hanno un curriculum di tutto rispetto. Due di loro hanno ricevuto la Purple Heart (una decorazione delle forze armate statunitensi assegnata in nome del Presidente a coloro che sono stati feriti o uccisi mentre servivano nelle forze armate a partire dal 5 Aprile 1917, giornata che segnò l'ingresso degli USA nella Prima guerra Mondiale) dopo essere state ferite in guerra.

Donne che combattono perché venga riconosciuto loro lo stesso riconoscimento per il servizio svolto, così come riconosciuto ai loro colleghi di sesso maschile ma, contestano anche le disparità economiche e di carriera. Queste donne vogliono che si riconoscano i loro meriti e i loro diritti; abbiamo avuto l'emancipazione femminile secoli fa ma molti ancora se lo scordano, non riconoscendo le donne al pari degli uomini. Credo che queste donne debbano essere ascoltate in quanto si stanno battendo per una giusta causa.Ora non resta che aspettare la decisione dei loro superiori.

Erika Carta

Ultimo aggiornamento Domenica 02 Dicembre 2012 17:09