Il Salone del Libro: la più grande libreria italiana Stampa
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Scritto da francesca columbu   
Domenica 19 Maggio 2013 00:00

La cultura resiste alla crisi e quest’anno il Salone Internazionale del Libro fa segnare il record storico nelle presenze. Soddisfatti gli organizzatori e gli editori che sottolineano quanto le persone, mai come in questo periodo, sentano la necessità di leggere e informarsi. Trascorsi ventisei anni dalla prima edizione il Salone del Libro, nonostante i timori per le difficoltà economiche che sta attraversando l’industria dell’editoria e il mercato del libro, quest’anno si avvia a concludersi con un successo superiore a tutte le edizioni precedenti.

La manifestazione, la più importante nel settore dell’editoria italiana e la seconda nel panorama europeo, si svolge una volta l’anno e viene ospitata al centro congressi del Lingotto Fiere di Torino. Cinque giorni nei quali il celebre stabilimento Fiat, trasformato da Renzo Piano nel 1986 in centro espositivo e commerciale, diventa la sede della più grande libreria italiana. Come ogni anno il Salone si presenta con un ricco palinsesto di eventi, tra cui: conferenze, presentazioni di libri, spettacoli, dibattiti con personaggi di spicco del mondo della scienza, del giornalismo, della filosofia, della letteratura e attività didattiche, mirate ad avvicinare i più giovani al mondo dell’editoria. La prima edizione risale al 1988 e nasce dall’iniziativa del libraio e giornalista torinese Angelo Pezzana e dell’imprenditore Guido Accornero, anch’esso torinese e, all’epoca, proprietario del 33% della casa editrice Einaudi. Per la celebrazione del venticinquennale del Salone, Accornero racconta così la nascita della manifestazione: “Volevamo fare un Salone non provinciale, che fosse percepito come qualcosa di grande, un momento di rottura. Ma non c’erano precedenti. Anche il Salon di Parigi aveva solo i banchi di libri. Noi volevamo fare qualcosa di nuovo. Così ci inventammo il Salone con gli scrittori. Questa è stata la grande innovazione di Torino”. Da allora il Salone ha continuato a essere un appuntamento irrinunciabile sia per i professionisti del settore editoriale sia per il pubblico di lettori. Negli anni la manifestazione è cresciuta, ampliando anno dopo anno il panorama delle sue iniziative. Nel 1996 viene introdotto un tema conduttore che, ancora oggi, ha lo scopo di unire i convegni più importanti. Quello di questa edizione è “Creatività e cultura del progetto”. Dal 2001 il Salone dedica uno stand a un Paese ospite e in questi anni si sono susseguiti: Catalogna, Olanda, Svizzera, Canada, Grecia, Brasile, Portogallo, Lituania, Israele, Egitto, India, Russia, Romania, Spagna e quest’anno il Cile. Nel 2004 arriva la consacrazione da parte dell'Unesco, che proclama Torino “Capitale Mondiale del Libro” per il 2006-2007. Nasce, nel 2007, il “Bookstock Village”, l’area del Padiglione 5 dedicata ai lettori da zero a vent’anni, e il Premio Nazionale “Nati per Leggere”. Nel 2010 viene introdotto il voto elettronico che permette ai visitatori, agli editori ed espositori di proclamare il vincitore del “Premio Salone Internazionale del Libro”. Le novità di questa edizione sono diverse e spaziano dalla realizzazione di due nuove aree (i “Piccoli editori” e la “CookBook”), al debutto del format della “Regione Ospite”, assegnato alla Calabria. Anche la rivoluzione digitale entra a pieno titolo nelle giornate del festival e per la prima volta due eventi del Salone vengono trasmessi in diretta live streaming. Per quanto riguarda gli ospiti, la lista è lunghissima e ricca di nomi illustri che vanno dal mondo politico a quello letterario, artistico e musicale. Presenti il Ministro per i Beni e le Attività Culturali Massimo Bray, Matteo Renzi, Walter Veltroni, Daria Bignardi, Concita De Gregorio, Umberto Eco, Massimo Gramellini, Giorgio Faletti, Roberto Saviano, Vittorio Sgarbi, Vinicio Capossela e tantissimi altri. Il 26° Salone Internazionale del Libro chiuderà domani, lunedì 20 maggio, alle ore 22 e il prossimo appuntamento è fissato per il mese di maggio 2014. Quello che si farà domani sarà senza dubbio un bilancio fatto di numeri che parlerà di vendite, di consensi, di ospiti e di visitatori, ma più di tutto dimostrerà quanto il mondo della letteratura, in ogni sua forma e colore, rappresenti ai giorni nostri un pilastro fondante della nostra società e di quanto il nome dell’Italia resti sempre sinonimo di cultura, arte e storia.

Ultimo aggiornamento Venerdì 14 Giugno 2013 20:16