Mondiale, ottavi di finale: arbitraggi al centro delle polemiche Stampa
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Scritto da Fabio Useli   
Lunedì 28 Giugno 2010 12:15

Sul Mondiale è bufera arbitri, manco fosse il campionato italiano. Il tiro al bersaglio, partito all’indomani dei due ottavi di finale che hanno decretato l’uscita di scena di Inghilterra e Messico, ha un sapore vagamente nostrano, e riporta in primo piano l’annosa questione della moviola in campo. Due gli episodi sotto la lente d’ingrandimento. Il primo in Inghilterra – Germania, ottavo di finale di lusso. I tedeschi conducono per 2-0, al 37’ la rete di Upson accorcia le distanze, gli uomini di Capello soffrono ma ci credono ancora. È infatti questione di un minuto: la bordata di Lampard dalla distanza mette fuori causa il portiere tedesco, il pallone si infrange sulla traversa e rimbalza alle spalle dell’estremo difensore. Dove? Oltre la linea? Sulla linea? L’arbitro dice che non è gol, in tempo reale le immagini proiettate sui maxischermi dimostrano il contrario: la palla è entrata di un metro abbondante. Uno stadio intero davanti all’evidenza, arbitri e guardalinee sbugiardati ma ormai è tardi, la decisione è presa. Gli inglesi prenderanno altre due reti da una Germania sontuosa, la sconfitta in effetti è di quelle che non si possono discutere. Resta tuttavia l’impressione che a quel punto del match, il 2-2 negato avrebbe potuto dare una svolta all’ottavo di finale più prestigioso. Capello lo dice subito dopo il fischio finale: “Con quel pareggio sarebbe stata un'altra partita. Dopo abbiamo subito dei contropiede essendo sbilanciati, ma è sorprendente che a un Mondiale, in un periodo in cui esiste la massima tecnologia, non ci sia né la moviola né l'arbitro dietro la porta. E purtroppo stavolta ne abbiamo fatto le spese noi.” 

Uno strano ricorso storico, visto che nel 1966, anno dell’unico trionfo mondiale dell’Inghilterra (proprio contro la Germania), fu proprio un gol “fantasma” durante il primo tempo supplementare a portare gli inglesi sul 3-2. Finirà 4-2, ma chissà come sarebbe andata senza l’errore del guardalinee sovietico Bakhramov, che vide il potentissimo tiro del cannoniere inglese infrangersi dalla traversa oltre la linea di porta. Ma, come dimostrarono poche ore dopo le tv di tutto il mondo in uno sfocato bianco e nero, quel pallone non superò mai la linea. Rimborsi della storia, a distanza di 44 anni. 

Il secondo episodio al centro delle polemiche si verifica in occasione del primo gol argentino nell’ottavo tutto sudamericano tra la squadra di Maradona e il Messico. È il 26’: assist di Messi per Tevez, che a porta vuota non può sbagliare. L’attaccante era però in netto fuorigioco, e mentre Rosetti e i suoi assistenti vengono circondati dai giocatori messicani che protestano, l’arbitro italiano convalida la rete dietro indicazione del guardalinee Ayroldi. Peccato che proprio in quel momento i replay sui maxischermi dimostrino la posizione irregolare di Tevez. Sono lunghissimi secondi di incertezza: eloquenti le facce mortificate della terna italiana che subisce le proteste del Messico, ma ormai non è più possibile tornare indietro. Finirà 3-1 per la squadra del “Pibe de oro”, con un dignitosissimo Aguirre, ct messicano, che dichiarerà a fine match: “È stata una coltellata alla nostra squadra. Se mi sento derubato? Mi costa molto parlare dell'arbitro: ho incontrato Rosetti nel tunnel degli spogliatoi, mi ha detto che si erano sbagliati ma che non c'era nulla da fare. Sarebbe ingiusto dire che siamo stati sfortunati o che siamo stati uccisi dall'arbitro, non devo nascondermi dietro queste cose. Però il suo errore poi ci è costato anche il secondo gol, che è un prodotto del primo. Ma ora non dobbiamo rivoluzionare il calcio messicano, che rimane forte. Ho detto ai miei di andarci piano con le dichiarazioni, il calcio è anche questo e gli arbitri devono prendere decisioni in un secondo.” Sul banco degli imputati Rosetti, criticato anche da Maradona: “L'arbitro ha condizionato la partita, ha sbagliato tutto. Ma adesso non diciamo che abbiamo vinto solo per questo.” 

E mentre la FIFA non risponde a domande sull’operato dei direttori di gara e condanna la messa in onda dei replay sui maxischermi, escono di scena anche gli ultimi italiani rimasti in Sudafrica: Capello, già da oggi in discussione come allenatore dell’Inghilterra, e la terna arbitrale Rosetti-Ayroldi-Copelli, prima in odor di finale, da oggi più vicina al ritorno in patria. 

Fabio Useli

Ultimo aggiornamento Martedì 29 Giugno 2010 09:10