Donne e fumo Stampa
Scienza - Scienza
Scritto da Luisa Cocco   
Mercoledì 02 Giugno 2010 19:29

Il binomio donne e fumo purtroppo è sempre più frequente nella nostra società come denunciano gli ultimi sconcertanti risultati del “Rapporto sul fumo in Italia 2010”, realizzato dall'Osservatorio Fumo Alcol e Droghe dell'Istituto superiore di sanità (ISS). Presentato lo scorso 31 Maggio, in occasione del XII Convegno Nazionale Tabagismo e Servizio Sanitario Nazionale per la Giornata Mondiale contro il Tabacco, il nuovo rapporto contiene dei dati particolarmente allarmanti soprattutto per quanto riguarda il gentil sesso: le donne amanti del fumo costituirebbero, infatti, circa il 20% di oltre un miliardo di fumatori nel mondo e, rispetto agli uomini, sarebbero anche le più restie a perdere il vizio. “E' la prima volta che le donne e gli uomini fumano quasi allo stesso modo”così ha dichiarato il Presidente dell’ISS, Enrico Garaci, commentando i dati emersi dalla recente ricerca, secondo la quale l’Italia conterebbe ben 5,2 milioni di fumatrici contro 5,9 milioni di fumatori. 

Ma il dato veramente inquietante interessa le più giovani che, spinte dal desiderio di emulazione e dal bisogno di vedere crescere la propria autostima, finiscono con l’accendere la prima sigaretta all’età di 17 anni. Complice anche una strategica campagna pubblicitaria che fa passare il fumo come sinonimo di bellezza e fascino, il numero di ragazze che cadono nella trappola del vizio continua a crescere di anno in anno: dalla sponsorship di eventi alla confezione del prodotto, studiato nel minimo dettaglio estetico, diverse sono le operazioni di marketing messe in atto dalle multinazionali del tabacco per conquistare l’universo femminile. A lanciare l’allarme l’Organizzazione mondiale della sanità che nel suo rapporto “Donne e salute” documenta gli effetti nocivi di questo “marketing rosa” sulle adolescenti di 151 paesi di tutto il mondo: quello che emerge è che circa il 7% delle ragazze è dipendente dalle sigarette già in giovane età con una differenza minima rispetto ai propri coetanei maschi. Una percentuale destinata ad aumentare in modo allarmante, secondo le previsioni dell’Oms, soprattutto nei paesi in via di sviluppo dove le donne che fumano sono ancora poche ma costituiscono una potenziale risorsa. 

Non più esclusivo appannaggio del mondo maschile, oggi il fumo è dunque un’abitudine diffusa anche tra le donne che proprio come i loro colleghi maschi si ammalano e muoiono a causa di esso. I rischi per la salute sono comuni, infatti, ad entrambi i sessi anche se gli effetti del tabacco sull’organismo femminile presentano delle differenze specifiche: oltre ad un rischio maggiore di tumore al polmone e di problemi cardiovascolari rispetto alle non fumatrici, le donne che fumano hanno più probabilità di diventare sterili o, per lo meno, di avere problemi a concepire un bambino. L’abitudine al fumo, inoltre, può aumentare il rischio di sviluppare un cancro della cervice.

Le donne che hanno detto addio alle sigarette sono in Italia circa 2,6 milioni ma cosa bisogna fare per vincere questa battaglia? Il consiglio è sempre quello di rivolgersi ad un medico: studi scientifici, infatti, dimostrano che le possibilità di successo sono 5 volte maggiori rispetto a chi cerca di smettere da solo. Un aiuto concreto inoltre  arriva direttamente dai centri antifumo, presenti in tutto il territorio, che offrono tutto l’anno un servizio anonimo e gratuito di consulenza. Molto efficaci anche le terapie farmacologiche, pensate per contrastare gli effetti della dipendenza, ma non bisogna dimenticare che lo strumento più importante nella lotta contro il fumo rimane sempre e comunque la prevenzione. 

 

Luisa Cocco

Ultimo aggiornamento Giovedì 03 Giugno 2010 08:53