Donne e motori Stampa
Sociale - Sociale
Scritto da Sara Atzori   
Lunedì 08 Settembre 2014 15:50

Da un’idea diffusa in passato riguardante la distinzione tra ruoli maschili e ruoli femminili si è passati alla tanto attesa emancipazione femminile, fino ad arrivare alla grande opportunità, concessa dalla società, concernente il lavoro maschile eseguito anche dalle donne. Il lavoro è diventato vettore di pace tra uomini e donne.

Col passare degli anni, dall’immaginario collettivo maschile è stato cancellato il concetto di emarginazione. Il genere femminile è stato capace di affermarsi dal punto di vista lavorativo. Pregiudizi razziali hanno sempre messo al bando il principio secondo cui la donna è intraprendente e idonea per lavorare nei settori maschili.

La donna è diventata poliziotto, meccanico, camionista, autista di autobus, idraulico, falegname, elettricista. Attraverso tali mestieri, la figura femminile è riuscita a superare stereotipi e arretratezze mentali; ha sfidato la comunità mostrando la propria forza e intelligenza e costruendo un nuovo ideale di soggetto femminile: la donna in carriera, brava nel suo mestiere e nella sua vita privata di moglie e madre.

È risaputo che il genere femminile è più studioso e abile nell’eseguire più di un’attività nello stesso tempo, rispetto al genere maschile. La passione e la determinazione sono caratteristiche fondamentali che caratterizzano le donne. L’uomo tende a stancarsi facilmente e a non voler fare altro durante il resto della giornata, in seguito a 8 ore di lavoro. Numerose donne single o separate si sono dovute arrangiare da sole e hanno imparato a risolvere problemi domestici legati all’idraulica e all’elettricità. Di conseguenza, hanno iniziato a credere maggiormente in se stesse e a dimostrarlo agli altri.

Sara Atzori

Ultimo aggiornamento Mercoledì 10 Settembre 2014 13:09