Accordarsi prima del matrimonio Stampa
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Scritto da Sara Atzori   
Lunedì 24 Novembre 2014 11:38

Molte coppie, prima di fare il grande passo, decidono di ricorrere a un accordo prematrimoniale. Sentono il bisogno di tutelarsi da eventuali problemi che potrebbero nascere in futuro. Si stipula un contratto che provi che ciascun componente della coppia ottenga con piena sicurezza ciò che ha siglato.

Quando si sceglie di sposarsi, si spera che tutto vada per il verso giusto. Ma può succedere che tutto finisca in un lampo e, se non si è stati previdenti in precedenza, si rischia di restare con un pugno di mosche. Sono varie le clausole, ma la maggior parte interessa la divisione certa del patrimonio e la tutela dei figli, nel caso ce ne fossero.

In Italia, non esiste una legge sull’accordo prematrimoniale. L’articolo 24 della Costituzione ne vieta la stipula. È vero, però, che, recentemente, è stata applicata una modifica alla legge: sono, infatti, ritenuti legittimi gli accordi prematrimoniali con cui si considera accettabile che, in caso di divorzio, un immobile sia ceduto all’altro coniuge. In Italia, le uniche opzioni valide sono la comunione e la separazione dei beni. Nel primo caso, rientrano gli acquisti effettuati durante il matrimonio - per esempio i mobili – oppure società, di proprietà di entrambi i coniugi, fondate dopo il matrimonio. Nel secondo caso, ciascuno dei coniugi è l’unico detentore dei propri beni personali e, poiché il matrimonio stabilisce un’automatica comunione dei beni, ciascuno deve richiedere una separazione prima o dopo o nel momento della celebrazione del matrimonio.

Scegliere questo modo alternativo per rapportarsi l’uno con l’altra non rappresenta una forma di disprezzo e poca fiducia nei confronti l’uno dell’altra. In realtà, costituisce un valido metodo di difesa personale da possibili conseguenze negative, in caso di divorzio dei coniugi.

Sara Atzori

Ultimo aggiornamento Sabato 27 Dicembre 2014 09:54