Giocare, che passione Stampa
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Scritto da Sara Atzori   
Lunedì 14 Ottobre 2013 11:05

Farsi tentare dal gioco potrebbe generare un meccanismo di dipendenza assoluta, alla quale potrebbe essere molto difficile mettere fine. Qualsiasi gioco che richiede la presenza di denaro potrebbe risultare nocivo per un individuo. La conseguenza potrebbe essere quella di entrare in una fase di piacere e divertimento, in cui il giocatore sarebbe colto da una forte illusione che tutto va per il verso giusto e se anche una volta si perde, la volta successiva si potrebbe essere fortunati.


L’azzardo è andare oltre le proprie possibilità e il proprio margine di fortuna. Se il gioco ha un legame con il denaro si trasforma in una catena dalla quale non è facile liberarsi. L’uomo è tentatore, ma anche tentabile e se gli si offre una grossa cifra, non si accontenta e rischia il tutto per tutto per vincere quella massima. Crede di potercela fare e non si arrende. Diventa schiavo del gioco. Il denaro gli dà alla testa.

Esistono casi in cui la situazione è degenerata: numerosi vincitori di premi in denaro hanno utilizzato l’intero guadagno, acquistando e sperperando ovunque, senza controllo e, poiché, precedentemente, avevano abbandonato il posto di lavoro, in seguito, si sono trovati con un pugno di mosche in mano. Altre persone hanno rovinato la famiglia e conseguentemente hanno divorziato. Vincere una grossa cifra potrebbe risultare più dannoso rispetto a un premio più accessibile. La difficoltà sta nel fatto che con una cifra relativamente bassa, una persona ha una capacità maggiore di gestire i soldi e magari di investire in attività o prodotti che potrebbero far guadagnare una cifra altrettanto alta. Ci sono, infatti, dei giochi che permettono di vincere dei soldi, ma di ottenere una parte minima ogni mese, per evitare che si creino dei problemi psicologici ed economici.

Sara Atzori

Ultimo aggiornamento Domenica 20 Ottobre 2013 17:30